Tailandia, Russia e Indonesia: più facile la tutela dei marchi e dei design

Tailandia, Russia e Indonesia: più facile la tutela dei marchi e dei design

25/01/2018

Lo scorso 7 novembre, è entrata in vigore l’adesione della TAILANDIA al Protocollo di Madrid per la Registrazione Internazionale dei marchi

È quindi ora possibile proteggere il proprio marchio in Tailandia potendo godere dei vantaggi di una procedura che alleggerisce tempi e costi.  Ricordiamo infatti che quello del Marchio Internazionale è un sistema basato su di accordi internazionali, l’Accordo e il Protocollo di Madrid stipulati tra 99 paesi che consente di attivare una procedura unitaria amministrata dall’OMPI (Organizzazione Mondiale della proprietà Intellettuale) ed evitare così la necessità di tanti depositi plurimi nei singoli paesi.

La Tailandia rappresenta un mercato particolarmente interessante. Dopo il colpo di stato del 2014, il Paese ha costantemente migliorato i suoi risultati economici con una crescita stimata del PIL per il 2017 pari al 3.8%, con trend in aumento. La domanda interna, in aumento nel 2017 del 6,2%, ha oramai il peso che potrebbe avere in un Paese industrializzato grazie ai centri urbani di Bangkok, Chiang Mai e Phuket, dove si concentra una classe medio-alta in costante crescita.

I dati del Ministero delle Finanze thailandese aggiornati ad aprile 2016 indicano che la disoccupazione rimane stabile allo 1.0% (favorita anche da un settore agricolo che, contribuendo solo l’8,9% del PIL impiega il 32,2% della forza lavoro), l'inflazione ad aprile 2017 è pari allo 0.38% e la bilancia commerciale risulta stabilmente in avanzo 20,66 miliardi di USD (fonte InfoMercatiEsteri.it).

Un altro paese fresco di adesione al Protocollo di Madrid è l’INDONESIA, gennaio 2018.

Questo paese presenta una stabilità politica e del sistema finanziario elevata, le aziende estere hanno ora la possibilità di investire con capitali esteri anche al 100% senza ricorrere pertanto a soci indonesiani.

I settori dove le quote di capitale sociale possono essere al 100% sono: catena del freddo, gomma riciclata, centri sportivi, ristoranti, materie prime per medicinali, autostrade a pedaggio, apparecchiature per telecomunicazioni, gestione dei rifiuti non tossici; mentre in settori quali la logistica, verrà elevato a maggioranza il tetto alla partecipazione.

Manca ormai poco anche all’entrata in vigore dell’adesione della RUSSIA all’Accordo de L’Aia per la registrazione internazionale dei design.

A partire dal prossimo 28 febbraio registrare un design in Russia diverrà più semplice ed economico: non sarà più necessario ricorrere ad un deposito locale, ma si potrà ottenere la protezione in Russia e negli altri Paesi che aderiscono al sistema dell’Aja attraverso un unico deposito effettuato presso l’OMPI.

Le sanzioni occidentali e l’erosione del potere di acquisto del rublo hanno sicuramente rallentato gli scambi italo-russi che nel corso del 2016 si sono più che dimezzati. Tuttavia, il mercato russo presenta ancora interessanti opportunità in diversi settori: in tutti quelli della meccanica; in quello dei mobili e dei complementi d’arredo la cui domanda si rivolge prevalentemente all’estero: l’industria locale, pur in crescita, non riesce infatti a soddisfare per quantità e qualità le richieste del mercato. In questo scenario, l’Italia si colloca al secondo posto tra i Paesi fornitori (tra Cina e Germania). Quello russo rimane il più importante mercato di sbocco anche per il settore abbigliamento italiano: con 788 milioni di euro di esportazioni (dati delle Dogane russe), l’Italia si è posizionata nel 2015 al secondo posto (dopo la Cina) come fornitore di abbigliamento e accessori moda in Russia.